mercoledì 31 dicembre 2025

ADDIO

Attendo con una certa impazienza di inabissarmi assieme all’isola che mi ha custodito finora, è il destino che attende me e le mie imprevedibili apparizioni. Ho trascorso tutta una vita ad illudermi di far parte di un gruppo eterogeneo ma coeso; una sorta di popolo dell’aria, della terra e del mare, ognuno con le sue stimmate testimoni di infiniti ed estenuanti ricerche. Non è vero, non lo è in tutti i modi possibili: economico, politico, storico, esistenziale e culturale. L’ordine delle condizioni andrebbe visto in ordine inverso ma anch’esso è in fondo un esempio del divenire della mia vita in questa parte di mondo e di web. Dal denaro dispensatore di ipocrite sicurezze e di intollerabili ignoranze alla politica che è sempre stata un ciarpame di ignobile fattura sotto qualunque regime e presupposto sociale. Dalla storia stanca di prostituirsi in cento modi pur di essere accettata dai suoi lenoni, alla cultura infine che resta una vetta inarrivabile tanto più desiderabile quanto meno cercata con spirito fiero. La Sicilia, dove sono nato per volere fermo di mio padre ignaro solo in parte delle sue tremende responsabilità, la mia terra, è un’ipotesi segnata dal marchio di questa certezza antica: un’isola può sparire, non disegnarsi più all’orizzonte comune. Poco importa da quale volontà nasca questa magnifica tragedia, l’entità acquea, marina, già perfettamente definita da Omero, della civiltà mediterranea, si sorregge sui flutti ed è l’essenza stessa dell’instabile; per me e per tutti coloro che sono rimasti abbastanza a lungo su queste sponde vale l’eterna metafora dei naviganti, su di noi incombe il naufragio. E dirò, finalmente fuori dai denti, che è inutile nascondervi e nascondermi il possente impulso oscuro verso l’estinzione: che splendida e sensuale amante! Rincorsa nei giardini di un’adolescenza solare, posseduta a scatti nella giovinezza inquieta, e amata con tutto me stesso, sì con tutta la forza del mio intelletto, in questo scorcio di inutile maturità. Dirlo è liberarmi di un peso e dell’angoscia di vivere a metà, di respirare a piccoli sorsi: dalla Sicilia non posso sfuggire, non ci riuscirei. E’ un’impossibilità totale cui fa da contrappunto perfetto la volontà di provarci. Vivo così, è questa l’essenza magica di quest’isola, la sua essenza esoterica primordiale. Probabilmente non vi avrei voluto nascere e mi comporto come se non volessi vivere tout court: ho distrutto decine di esistenze anteriori a questa e mi sono riproposto in altri modi; tutte forme diverse per dire la stessa cosa, non mi sopporto. Tuttavia ho amato, vi ho amato, siete tutti stati, più o meno consapevolmente, interlocutori di un disegno più vasto. Coltivavo l’idea di una comunità scelta, elitaria per necessità, aperta per educazione, solidale per esigenza umana. E non potevo farlo se non da qui, dal mio profondo e meraviglioso sud; la storia, tutte le nostre storie, mi sono passate accanto ed io le ho studiate ogni giorno, anche a vostra insaputa, le ho accudite e sorbite con il fuoco sacro della mia esperienza. Ma non è servito a nulla, non a lenire il dolore né a colmare le distanze, tutte le voci sono diventate via via dissonanti e stridenti. Questa sinfonia si suona altrove e su un altro spartito. La nazione che io conoscevo, anche nei suoi migliori rappresentanti ha dovuto, voluto convenire ad altre scelte e adesso ritmicamente riproduce il refrain del federalismo, dello scollamento e della multietnia. E tutti i blog sono pieni di un cicaleccio continuo, di strane danze che manifestano il desiderio di essere accolti alla nuova corte da nuovi sovrani. Ed io non ho più nulla da scrivere se non la mia scostante estraneità a questi pseudoconcetti cresciuti con l’erba della bassa e annaffiati dalle acque di un possibilismo sconsiderato. Non c’è alcuna alternativa miei lontani bloggers, torneremo alle città e alle valli sospettose l’una dell’altra e coltiveremo i dialetti perché non abbiamo saputo possedere la lingua tramandataci dalla nostra storia culturale. A che serve postare, linkare, commentare se alla fine siamo tutti dentro l’identica prospettiva, quella di un reality- realtà costruito di sana pianta? A che serve pensare se il primo deficiente può usufruire della libertà virtuale per lordare l’espressione che hai amato e trasmesso? Dietro la delusione e l’agitarsi di questa sciocca apparenza a me è rimasta una quiete profonda, quella di certe sospensioni notturne adesso che la sera allungandosi regala più tempo per riconsiderarmi. Lo so che probabilmente state valutando queste parole come la quintessenza di un estetismo inutile e barocco ma non m’importa più. Capire, capirsi, mischiarsi, amarsi…dire finalmente. E dire basta senza nessuna specificazione perché una stagione è finita e le prossime saranno di altri ma non più mie. Vedete? Non ho cancellato Omologazione Non Richiesta, la ritengo bella e mia, di una possessività che non ha mai escluso, mai insultato ma solo definito confini di dialogo ormai desueti. Essa resterà qui nell’aria ed è l’unico suo valore: raccontare a chi passa e vuole ascoltare che Enzo è stato qui, che era vivo ed era siciliano orgoglioso di esserlo. Adesso l’ultimo atto: una cosa dovuta alla libertà di comunicare, lasciare libero questo spazio nell’etere e vedere passare la vita, le voci, i sussurri, le mani…le bocche, insulti sanguinosi e volgari o lodi suadenti e confortanti: appresso ad esse nessuna risposta definitiva. Non per arroganza bensì per una cosa che si chiama discrezione silenziosa o mortale superiorità. Dalle mie parti funziona.

martedì 30 dicembre 2025

Una liberazione ultimo

La mia amica lo sa: cerchi l’armonia che hai sentito una volta e la insegui per una vita intera… quando infine ti accorgi di essere solo in tutto questo può essere normale pensare di lasciare cadere le braccia. Sono fragile, non lo nascondo, il senso d’inutilità per gente come me è sempre in agguato. Il blog è aperto, il blog è un’altra dimensione e necessita probabilmente di un approccio diverso… sinceramente mi sento “forzato”. Io ho, per fortuna, l’età in cui molte cose perdono la loro connotazione mediocremente ideologica e acquistano invece una valenza pìù elevata e segreta. Di essa scrivo come posso, ad essa guardo come ad una liberazione. Questo blog termina qui.

lunedì 29 dicembre 2025

AGENZIA REUTERS

Capita spesso, forse troppo, di sfruttare il palcoscenico virtuale per diffondere il proprio pensiero onnisciente su tutto e tutti: di argomentare su storia e società, politica economica e politica estera, letteratura e filosofia…a volte entrare perfino dentro dotte e sconclusionate questioni di telogia e fede. Avete davanti uno dei campioni mondiali di tali pratiche! Poi arriva qualcuno con una macchina fotografica, fa click e dice in un attimo cento cose più di noi. Certe volte accade così, altre meno e siamo noi in un rigo a raccontare meglio il mondo e il suo divenire. L’immagine è un blocco immediato perfetto ed esplicativo, la scrittura prevede immaginazione che della immagine è stretta parente anche se non si amano. Io, che sono un pigro, ho preso una manciata di foto DELL’AGENZIA REUTEURS le ho sfogliate e così ho sentito le mille voci che mi sono attorno: ho mutato le mie idee? Non tutte. Alcune per esempio si sono rafforzate, altre sono maturate, resta il fatto che non sarei mai riuscito a scrivere meglio di così il mondo in cui vivo adesso. Non sempre è un bel vedere: un tipo su un aereo diretto a Detroit stava per farsi saltare le palle (sue) assieme alle vite di altre 200 persone. L’11 settembre non è poi così lontano , Ground zero fuma ancora ma noi dimentichiamo in fretta, come faremmo a sopravvivere mentalmente sennò? Abbiamo subito molto ma guai a dirlo, scherziamo? Siamo gli occidentali, la razza più merdosa del pianeta, abbiamo oppresso adesso paghiamo dazio! Mah… è così? Faccio un po’ puzza è vero ma non è che gli altri siano dei concentrati di Dior. Secondo me ci hanno raccontato delle bugie e il terrorismo è bello vivo ed è soprattutto islamico. Accidenti l’ho detto! E ora? Politicamente scorretto, sono finito…addio miei scarsi lettori. ( Però è così, sono sempre loro, Allah ackbar, non ho ancora visto un parroco con le palle circondate da esplosivo, un buddista kamikaze o un ebreo da autobomba). Vabbè, lo so che ci sono molti distinguo, che c’è il contesto, la reazione, la disperazione ma io dico che cosa serve raccontarci di un’umanità finta, minimizzare, scantonare? Il giorno in cui, da bravi atei, mentre siamo in volo verso la nostra amante segreta con la scusa di un viaggio di lavoro, ci trovassimo di fianco al terrorista di turno, prima di saltare in aria che facciamo? Gli facciamo vedere il nostro abbonamento a MICROMEGA? Una larga fetta di mondo è povera e malata, lo è al di là delle nostre più nere immaginazioni fomentate dal commercialista. Dalle mie parti le strade sono piene dei discendenti di quelli che nell’823 DC sbarcarono a Mazara, vendono cazzate ai semafori, spacciano per conto dei mafiosi di qui, sfruttano un bel po’ di puttane ma lavorano anche onestamente, sono pescatori- contadini sfruttati, esattamente come lo erano dall’altra parte del canale. Non si integrano perché a loro non gliene frega generalmente niente, alle loro donne sì ma zitte e sottomesse, a loro interessa vivere e sopravvivere e domani fare qui il loro islam in modo per loro economicamente più adeguato. Esagero? Ma voi siete sicuri? A voi frega profondamente qualcosa? Non capisco, scusate non vi frega niente del laicismo conquistato a fatica da noi, non vi frega niente di questo web dove scrivo io e scrivete voi, fate un casino spaventoso e firmate qualunque cazzata basta che venga da una certa parte… e non fate, non dite, non corteate per il massacro iraniano o siriano? Non fate una piega per il burqa, per la situazione femminile nel mondo islamico? Siete sicuri che tutto il terzo mondo entrato così come una scorreggia dentro i nostri confini sia LA soluzione? Ci stanno tutti qua dentro? Noi? Fuori dai coglioni o integrati? Anche tu che mi stai leggendo giovane-impegnata- progressista- sessualmente libera-culturalmente viva e superiore? D’accordo sono uno stronzo, il mondo cambierà (lo diceva già Gianni Morandi) il discorso è molto più complesso. Complesso? Complesso!! Ma aiutarli a casa loro? Ripopolare i deserti, irrigazione e civilizzazione? Spendere là i quattrini? Il discorso è molto complesso davvero. Nel mentre tutti dentro e chi si è visto si è visto. Signori guardate che qui da me è molto più facile; in Terronia si sa siamo molto più vicini all’Africa sapete? Ci vuole poco dai, basta tornare indietro di qualche decennio, al delitto d’onore, alle donne perennemente a lutto e al padre padrone. Poi per quanto riguarda clima, abitudini in genere, alimentazione e pigrizia ci siamo già. Lo sappiamo tutti che la guerra non ha mai risolto nessun problema; sappiamo benissimo che la guerra fa male e lascia cicatrici. Non penserete che stia qui a difendere le guerre sante? Ma se non lo sono quelle occidentali non lo sono nemmeno le altre, o no? Non ci sono ferite di serie A e di serie B, non ci sono bambini o civili più importanti di altri. Questo vuol dire che anche noi schifosi occidentali, vecchi occidentali, cristiani occidentali siamo importanti, esistiamo e abbiamo la nostra cultura. Adesso venite a raccontarmi che non è così, che dobbiamo sparire e che non serviamo se non a scrivere minchiate su un blog, che siamo sorpassati, duri, cinici e egoisti, mentre dall’altra parte c’è tutto un modo fantastico pieno di colori, civiltà e giustizia. Ho capito! Abbiamo letto un altro libro io e voi, abbiamo abitato un pianeta diverso senza esserne coscienti però il vostro è più serio e adeguato. Se noi come civiltà scompariamo, ci vaporizziamo in uno di quei millenari vuoti di memoria storica che spesso vediamo utilizzati alla bisogna, il pianeta starà meglio? I potenti del mondo, quelli che contano e ci contano come mandrie voltano le spalle al mondo e alla gente reale, siamo solo numeri di statische. I risultati di queste” dimenticanze” si osservano poi nelle distruzioni e nelle tragedie che contiamo lungo le nostre vite e nelle nostre strade. Ci raccontano balle, da secoli, dai che lo sappiamo; e noi facciamo lo stesso e nello stesso modo, siamo o non siamo blogger? Siamo l’informazione, quella libera, quella contro, la punta di diamante di un modo nuovo di fare conoscenza, un sistema che passa dalle escort e dai salotti esclusivi della sinistra radical chic, attraversa i centri sociali, defeca sui libri degli storici tradizionali, e sta di guardia alta e nobile sulla scrivania di Travaglio e Di Pietro e si fa beffe di chi non si adegua. Signori, siamo impotenti davanti ad una violenza intellettuale micidiale che per ogni dove andiamo gridando di voler combattere. Io no, io sono controcorrente della controcorrente, sono a sinistra della destra della sinistra di centro. Siete voi che non capite un cazzo. Dov’è la verità, e qual è la verità oggi in Medioriente? Quanto siamo distanti da quei paesi? Quanto è distante la nostra vita sociale dalle strade di Teheran? E se per caso fossimo più vicini di quanto vogliamo ammettere al sangue sulle strade? Magari ci troviamo anche noi due leader spirituali per cui farsi scannare… tanto resta tutto in famiglia da quelle parti… qui forse no. A proposito avete visto come trattano i dissidenti in Iran o nella Corea del Nord? Siamo veramente coglioni: per esempio abbiamo letto e ascoltato le parole dei pazzi criminali che guidano quei paesi, forse dovremmo riflettere un po’ meglio sul fatto che stano costruendo l’atomica! L’atomica non un petardo per i botti di Capodanno!Oppure ci sono atomiche buone e cattive? Quelle col velo o con la plica mongolica sono più giuste? E’ scontato, quelli come me sono dei pirloni reazionari, qualunquisti ridicoli e mediocri, gli iraniani, i coreani, stanno costruendo solo centrali per produrre energia necessaria al progresso del Paese… lo sapete che lo diceva anche Adolf ai tempi dell’acqua pesante in Norvegia? E noi occidentali stronzi li vogliamo lasciare nella loro miseria! Che bastardi che siamo, non riusciamo a immaginare un islam moderno, con le case pulite, niente straccioni per le strade, ma acqua corrente e luce, cibo e medicine e bambine infibulate e scopate a dieci anni, magari dentro un bell’harem dove il maschio di turno si divide un po’. Un islam coi circuiti da formula uno e la macellazione halal, con gli studi matematici e le donne coperte ( ma si che è bello), senza quella minchia di musica pagana e con tante scuole coraniche al posto della biblioteca Vaticana. Un oriente tutto parate militari e culto della persona, applausi e inchini, sfide roboanti e una miseria morale e materiale senza fine dietro la facciata. Questo è un discorso inutile. Basta discorsi inutili.

sabato 27 dicembre 2025

Un blogger in via d’estinzione

Che cosa c’entra questo Enzo con quello che studiava al liceo di Milano? Con quello del movimento studentesco degli anni 70? Con il ragazzo innamorato di Tiziana? E’ lo stesso che si perse per Giuseppina a Trapani o che ancora si immedesima per Giulia? No, non c’entrano niente l’uno con l’altro. Non è lo stesso uomo che da tempo scrive qui, su un blog, quell’altro usava carta e penna, aveva pochi amici e tanti sogni. Si sono ristretti gli uni e gli altri; l’unica cosa che si è dilatata è la sua verve polemica, la capacità di incazzarsi, la noia profonda e l’insofferenza per la cultura a comando e i discorsi di convenienza e fumosi. Mi pare perfetto per un blogger in via di estinzione.

lunedì 22 dicembre 2025

NESS


Non c'è più alcuna traccia nuova di lei fra queste pagine, la relazione che si era creata allora sembra il frutto di una stagione irripetibile. E' quasi certamente così ma io sento che il suo sguardo si posa ancora su queste vecchie pagine, le sfoglia in silenzio....sorride? I sentimenti non si spiegano si vivono, questo blog tutto intero è qui così per lei: dopo tanto tempo credo di aver capito i motivi della sua assenza ma sono talmente privati da non poter essere palesati in pubblico. Ho compreso Ness e tanto mi basta, anche leggere è ricordare. Con un sorriso speciale.

sabato 20 dicembre 2025

Vero

Sono un uomo, vero, in carne e ossa, ho compreso che su queste pagine posso deporre solo una parte del mio spirito, non è cosa da poco! Il riflesso che già vedo fa parte dello stesso ambito mentale e so bene che non gli si può dare un corpo: l’attenzione è comunque di rigore perchè il rischio di trascendere è sempre presente

martedì 16 dicembre 2025

Il mio web, una risposta per Ness


Ness, ciao, proviamo a mettere tutti i tasselli di questo discorso assai complicato al loro posto. Parliamo del virtuale, teoricamente aria fritta, praticamente tutta un’altra storia! 
Ho una esperienza grandissima su questo argomento, ci sono stato dentro fino al collo e ho rischiato di affogarvi dentro…forse è successo. Il corpo del sottoscritto è stato spiaggiato su una riva solitaria e nessuna organizzazione di soccorso ha mai intrapreso una spedizione di soccorso, tienilo sempre a mente Ness, siamo soli! Totalmente soli nel web, i sorrisi, le lusinghe di prima spariscono poi in un fiat appena sorge un problema. 
Ho letto il post di Gus e i commenti in calce, ho letto quindi la realtà virtuale di quel momento. Non mi sono sorpreso io ho sopportato di peggio. Però Gus è insopportabile ed anche sciocco perché far da volano a cortili di questo tipo è da sciocchi o meno. Gus è il tipo di blogger che io non sopporto, arrogante, giudice ad interim, cristiano a un tanto al chilo, subdolo a mio parere (ho letto altrove cose sue che me ne danno prova) cerca anime fragili cui ammannire soluzioni esistenziali…o altro. Chi non accetta minus quam considerandum est!  se lo commenti inevitabilmente finisci nel giro ed io non ne ho alcuna voglia. Ma non è il solo in rete. Innanzitutto partiamo dalla nostra scrittura: se scriviamo del vero, della nostra vita vissuta, si sente. Chi legge sa che sta scrutando dentro l’intimo “reale” di una persona e credimi per molti la tentazione di farla propria e a proprio piacimento è fortissima. Se proponi favolette, fantasie, biscottini da salotto è meno facile colpirti; SE TI CHIUDI TI FANNO MENO MALE, SE TI APRI SEI NUDO. Quanti hanno la misura giusta? L’educazione giusta? La cultura adeguata? Il web permette qualsiasi cosa e qualsiasi cosa può accadere. Ti sei mai chiesta il perché dell’enorme diffusione della moderazione preventiva sui blog? 
Secondo capitolo: i lettori di un blog, o meglio, gli abituè, i fan, il cerchio di lettori che normalmente commentano e riempiono il blog di un coro unanime di gradimenti, carezzine dell’ego, concordanze ideologiche…Il cerchio diventa in genere un branco e esso ti difende…o attacca in tua vece. Il branco è una cassa di risonanza potente, tu puoi chiudere la bocca a un interlocutore diretto ma egli può massacrarti su altri blog e con voci diverse. Il blog roll che abbiamo di lato è in questo caso una pista perfetta per danneggiarti in casa altrui, pensaci, lo stesso vale per il link diretto di un commento. In ogni caso se il tuo blog diventa un’arena di questioni velenose, gossip da 2 soldi, se commentarti diventa l’occasione di essere a propria volta colpito dal cretino/a di turno la gran parte dei lettori se ne va!!! Non dice una parola per dissociarsi o difenderti, semplicemente e spesso sdegnosamente se ne va da un blog in cui girano strani individui. La gran parte dei blogger evita in gran fretta un luogo in cui la sua opinione può causare effetti riflessi incontrollabili. RESTI SOLO COME UN CANE. PUNTO. Se scrivi di tuo e della tua vita vera può capitare che qualcuno sia così profondamente attratto da ciò che scrivi da innamorarsi dello scrittore: oltrepassa il confine della misura tra scrittura e lettura, si immedesima tanto da diventare parte del testo…parte di te. Io scrivo così da sempre, non so fare altro ma non cerco avventure erotiche in rete eppure me ne sono trovato tra le mani almeno 4 in dieci anni. Colpa mia? In parte sì in due casi, errori gravissimi da umana debolezza, da maschile debolezza. Errori che non ripeterò mai più a prescidere. Dieci anni fa, lei si chiama Antonella Salera https://gliannieroici.blogspot.com/2011/09/ Bella donna, buona scrittura, intrigante come lei, parole a sorpresa come la linea delle sue splendide gambe. Eros sottile e ipnotico, una magnifica trappola per un uomo. Antonella mi chiese di scrivere un blog a due mani, il mio. Dissi di sì e come un minchione le diedi la password per entrare da me e scriverci sopra. Dopo un mese lei iniziò a commentare su altri blog come se fossi io, ero io dal link del blog! Infine scrisse un post copia e incolla preso da un blog letterario raffinato e elitario, poi disse in anonimo alla scrittrice di venire a curiosare da me e vedere cosa gli avevo fatto! Un finimondo, uno sputtanamento colossale, coperto di vergogna come un ladro! Sconcerto, commenti sdegnati da me e anche, ovviamente, su altri blog. Ci fosse stato uno che abbia pensato che c’era puzza di bruciato. Un mese dopo Antonella, scrive da lei un bel post ridanciano in cui spiega come ha fatto fesso un uomo di mezza età con gli ormoni fuori controllo: ne hanno riso in tanti, nessuno mi ha chiesto scusa! 
Cinque anni fa, lei si chiama Biagia Cerrito, ragusana sessantina avanzata, famiglia nobile, ottima cultura, grande fascino https://stregabugiarda.blogspot.com Misura e carattere diverso da Antonella, maggiore classe, stessi difetti. Commentava con grande intelligenza e mi affascinò per tale motivo accettai di scambiare numero di telefono e mail. Perse la testa, io dovevo essere solo ed esclusivamente suo, per tale motivo iniziò a sfottere chiunque commentasse da me, lo faceva puntualmente anche sui blog di chi mi seguiva. Infine la cosa più terribile di tutte: pubblicò da lei parti di mail private intercorse tra noi atte a dimostrare quale pessima persona io fossi e come non avessi alcun diritto di rimproverarla per un gesto così vergognoso. Gingi è stata un colpo mortale per la mia permanenza sui blog, qualcosa che non riesco a scordare. Ho scritto alcuni post avendo lei nella testa, non lo rinnego, erano sentiti, scritti con la coscienza di avere un interlocutore di pari livello. Fu una delusione tremenda ma quei post sono ancora là, per Enzo avevano in ogni caso un loro senso alieno agli insulti della vita. Tutto quanto è avvenuto negli anni a seguire è stato segnato dall’esperienza con lei; ho avuto problemi a causa sua con altri blogger che mi hanno dato un ostracismo volgare e duraturo. Una su tutte Tereza alias Sabina k https://artepsychesabina.blogspot.com Una pasionaria di sinistra malata di intellettualismo, dura, convinta di essere una spanna sopra tutti. Mi ha ridicolizzato, escluso con una cattiveria gratuita enorme: Sabina inoltre ha usato con me un sistema ormai diffuso cioè cancellare i miei interventi o a volte cancellare l’intero post…così io lottavo con un fantasma e apparivo ridicolo. Vedi Ness, questi sono solo pochi casi ma illuminanti: sono addivenuto alla conclusione che il web non fa per me. Oppure io non sono tipo da web…non c’è nulla di male, si può continuare a scrivere pur senza interlocutori o discutendo solo con una minima parte di essi. Un blog per me ha senso se è costruttivo, liberatorio, se ti migliora se ha una sua dignità. Altrimenti è solo una prova stucchevole di nessun valore o peggio. La vedevo diversamente 10 anni fa, avevo ben altre speranze e scrivevo di conseguenza. Mi sono inasprito, prosciugato, sfinito in diatribe stupide e miserande. Abbi cura di te Gesualda e ricordati di me se puoi.

venerdì 12 dicembre 2025

Tragitti


In Sicilia ho capito alcune cose importanti e altre le ho definitivamente eliminate dal mio bagaglio esistenziale. Le idee e le sensazioni cresciute con me negli anni dell’adolescenza in sella ai pedali di una bicicletta tra i filari di pioppi della bassa padana sono diventate forti e chiare dopo aver riattraversato lo stretto. Ho amato, profondamente e senza alcun ricambio: è l’unico modo per diventare uomini. Comprendere ad un certo punto della propria esistenza che ognuno è solo e che la fragranza di una donna è solo un meraviglioso dono fugace e non prevede appartenenze di sorta. Una ragazza è solo sua, mai apparterrà a nessuno: il legame sessuale è solo una parentesi che ha un senso in una dimensione di libertà.

martedì 9 dicembre 2025

Deja vu

Qualunque prospettiva finora mi ha ucciso. Ho un’arma affilata in mano e dico di saperla usare bene: dipende. La solitudine mi ha aiutato a combattere, mi ha difeso le spalle, acuito i sensi, illuminato gli angoli della mia esistenza, mi ha ingannato facendomi credere che ormai fosse in mio potere. Ieri sera l’ho afferrata per la lama. La ferita è stata terribile come certi deja vu che ti fanno esclamare: tutto questo tempo in così poco tempo? Io non ho scelto nulla! Non posso arrogarmi scelte che non ho mai fatto: il caso, la vita, altre circostanze mi hanno costruito attorno un’esistenza complessa e multiforme. Io mi ci sono adagiato e adeguato finchè è stato possibile. La mia identità profonda è dentro le scelte sintattiche e verbali, dentro la punteggiatura, gli aggettivi, gli avverbi e i tempi scelti nel raccontarsi. Potrebbe essere difficile credere che una parola piuttosto che un’altra o una virgola possano dire di me come uomo più di una foto ben eseguita, eppure è così. Questa identità soggiorna qui da sempre ed è nella sua anzianità di servizio che io ripongo la speranza di non perdermi per sempre.

sabato 6 dicembre 2025

In chiusura


Questo blogger si è “chiuso” esaurendo il suo compito dopo aver per anni visitato anche i più nascosti recessi della sua intimità esistenziale: ho usato le pagine virtuali per raccontarvi e raccontarmi, ho evitato in tutti i modi di aprire le porte ai contesti prettamente ideologici, quelli in cui era più facile istupidire appresso a querelle inutili scritte per giunta con colpevole superficialità.

venerdì 5 dicembre 2025

Ogni notte


Ogni notte pensando alla luce dei giorni trascorsi, immaginando il giorno a venire. Ogni notte nel silenzio pieno di suoni lontani e colori ben noti: scrivo ogni notte e respiro lentamente. I testi che trovate qui sono il frutto di stagioni trascorse e finite in questa notte silenziosa. Anelo alla pace, alla riflessione per ritrovare la mia vita. Tutte le immagini tranne alcune sono prese dalla rete. Io vivo appartato, vi leggo ma commentare è un gesto parco.

giovedì 4 dicembre 2025

Estinzioni in corso

NON LEGGE Più NESSUNO! Le righe ammesse dal nuovo galateo sono poche, sui Social ancora meno; devi far finta di dire in un flash rimandando a improbabili approfondimenti la piena comprensione della tua opinione. Stanno scomparendo sintassi, grammatica e punteggiatura, appresso a loro se ne vanno anche la civiltà del dire e pensare, sono i nuovi passeggeri degli elicotteri che faranno la spola tra la tristezza di viverci così e un nuovo ordine nel quale io per fortuna vivrò per poco tempo. L’incomprensione nasce dalla confusione, professore, siamo noi, gli oggetti del potere, a non riuscire a fissare alcun concetto… il potere ha le idee chiarissime.