Abbiamo dimenticato l’arte di ascoltare, l’acuzie del particolare, quello che ci è restata è la paura di pensare. Abbiamo molte buone scuse: la mancanza di armonia e la disabitudine all’immortalità dello spirito, così che oggi ascoltare e valutare meglio l’enorme mole di informazioni che ci circonda pare un esercizio impossibile.

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