Qualche volta mi trasferisco altrove, fuori da queste stanze e senza questo schermo luminescente ad interpretare
la vita. Mi ha fatto impressione trovare alcune parole lasciate sull’uscio di questa casa: esse dicono di me?
Raccontano di altri?
Fermo a scrutare il tempo e il mare, ad osservarne le metamorfosi continue, mi sono perso in una lontananza stellare. Annaspo adesso con la bocca semiaperta nell’impossibilità di comunicare la vastità di quest’altra parte di mondo. Trovare la propria strada, sentirla dentro e non riuscire a percorrerla fuori: questa è stata la mia vita di blogger finora, un controsenso continuo. Non sarebbe cambiato nulla, credo, neanche in un contesto diverso, l’insoddisfazione o il disadattamento, una conflittualità permanente distruttiva e rapace avrebbero avuto l’identico effetto fuori da questa tastiera e da questo mondo di bites.

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