
Ci sarà sempre un mercato più esteso del nostro mercatino rionale che detterà i prezzi e le scelte economiche al nostro posto: mandarlo a quel paese è un atto politico o di poesia? Pretendere di organizzare la nostra convivenza secondo i dettati contrari all’attuale macelleria sociale è gesto politico oppure etico? Fregarsene delle necessità dei mercati globali e tornare alle nostre dimensioni vere è la vera rivoluzione
È poesia..la rivoluzione è poesia..
RispondiEliminaBuona notte Enzo..come stai?
Sopravvivere è lirismo sconosciuto. Non preoccuparti per me Ness, semmai pensami con un sorriso.
EliminaChe gioia leggere un tuo riscontro..mi ero preoccupata..sorrido anche adesso che ti rispondo
EliminaNess, ogni giorno che passa io sono sempre più lontano dal mondo dei blog, non per un'accesa volontà di esclusione ma per un senso di vuoto che avverto dentro di me quando leggo o rileggo ciò che ho scritto e lo confronto con i testi che leggo altrove. Non c'è niente da fare sono fuori tempo, fuori ambiente, fuori ideologie di riferimento, eccessivamente fuori generazione. Se a tutto questo vi aggiungi il mio malessere fisico che con indicibile cinismo mi ha sbattuto in faccia tutti i miei anni e i miei errori....Non ho più nulla da dire qui, posso tuttalpiù discutere civilmente e piacevolmente con una signora che per insondabili motivi viene a trovarmi con regolarità. Se non avessi programmato tutte le pubblicazioni di geroglifici questo blog sarebbe già sparito: invece e ne sarà ancora per buona parte del prossimo anno. Ciao
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