un tempo non definibile, breve o lungo che fosse.
Tu eri appunto il mio tempo, quello che mi serviva per raccontarmi nei gesti più disparati
e apparentemente lontani.
L’amore era un patrimonio enorme e noi non potevamo contenerlo tutto…
si apre un interruttore, un giorno, e poi a ondate la vita ti porta via come un fiume in piena
e tu non puoi rifiutarti di essere diverso da prima!
Il treno mi distanziava come un replay al contrario.

L'amore scivola dalle mani tra le dita che non riescono a trattenerlo..non ti salvi..ma chissà se poi si cerca il salvataggio..ti stravolge, ti cambia, ti perdi..
RispondiEliminaChe dire?
Dico che se hai letto la risposta è nel testo.
EliminaNon scivola via che l'apparenza, il tempo breve, l'immediato, tutta la somma delle emozioni vitali di quel momento.
L'altro tempo, la dimensione potente e segreta della nostra essenza affettiva resta per sempre: ci racconta di un patrimonio avuto tra le mani da ricordare, un bene prezioso in sè, la prova che siamo capaci di elevarci sopra le colorate mediocrità del quotidiano, che siamo capaci di amare. Non c'è un do ut des, non è uno scambio commerciale, è qualcosa di talmente forte da cambiare la percezione della nostra vita. Il replay al contrario infine ci riporta a ciò che siamo stati. alla bellezza che nascondiamo per sconfiggere la morte.
Buongiorno Enzo il testo è riflessione, c'è una risposta che devo fare mia perché dopo un amore che è come un passaggio di un uragano ti perdi..lotti per sopravvivere..forse ci vuole tempo..
RispondiEliminaSpero notte serena per te..un abbraccio buona giornata