Trovare qualcosa per riempire il vuoto che riapriva scenari così lontani da non considerarli più personali, ecco cosa doveva fare assolutamente. Il vuoto si allargava e lui lo guardava immobile. Scrivere! Scrivere era la terapia giusta: lo aveva pensato quasi per sbaglio, non ci credeva fino in fondo. Scriveva da sempre senza pensarci, come un gesto fisiologico, solo un aspetto dell’omeostasi più vasta che governava la sua vita.

È bellissima questa foto..in questi ultimi mesi il vuoto che ho avuto dentro l'ho esorcizzato scrivendo..un modo per non riempire realmente i vuoti, un po'come non vivere..
RispondiEliminaBuona serata Enzo
Questo è uno di quei casi in cui l'immagine è veramente il post, ogni tanto capita che il visivo scriva più e meglio della penna.
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