giovedì 9 gennaio 2025

La lunga ferita azzurra


Scendendo da Provenzana verso Linguaglossa, attraverso la pineta, mi sono immaginato lo Stretto e mi sono sentito in un film: tutto mi è sembrato lontanissimo, l’Italia, la Repubblica e la sua politica, Renzi, Grillo e gli altri. La lunga ferita azzurra che ci rende isola si snoda davanti agli occhi: poco meno di tre chilometri bastano a fare di un luogo un mondo a parte. La Sicilia scivola di fianco lungo i fianchi tondi e burrosi di una Calabria che è Sud pieno e dimenticato: una sala d’attesa infinita come il tempo necessario talvolta ad attraversare lo stretto. Mi sono sempre domandato se cè soluzione di continuità fra le due sorelle: c’è e lo senti nell’aria. Quella d’Aspromonte è antica e lontana, l’altra diluisce i pensieri nell’eventualità di un incontro finale.

3 commenti:

  1. Linguaglossa ci sono stata..il sud è meraviglioso..sono cosi diversi il nord ed il sud, un incastro perfetto per creare qualcosa di unico

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    1. Il mio parlare del sud non esclude tutto il resto che io conosco bene per fortuna. Il meridione c'è perchè vi sono molti motivi per esserci, molti stimoli ancora non sfruttati, molte cose ancora da scoprire. L'Etna è un mondo parte, un pianeta dentro l'altro pianeta.

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  2. Meravigliosa Sicilia e la tua descrizione incanta come essere in un film!

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